Il Diaframma

L’impostazione del diaframma è una delle regolazioni principali che si possono settare sulla nostra fotocamera… non importa se si possieda una reflex, mirrorless piuttosto che bridge o compatta perché tutto ciò che verrà detto in questo post potrà trovare riscontro su tutte le vostre fotocamere a patto che quest’ultima possegga, come unico requisito, quello di poter impostare la modalità manuale che trovate sulla ghiera raffigurata dalla lettera (M) fig.1.

images
Fig. 1 Selezione Manuale

Il diaframma, cos’è e a cosa serve?

Sicuramente avrete notato sulla vostra macchina, piuttosto che sul display o  impresso sull’obiettivo, la lettera F ed accanto un numero… bene quello è il valore del diaframma.

Facciamo due esempi pratici che possono subito risultare utili. Il primo esempio è il nostro occhio che presenta una caratteristica, ovvero l’iride (la parta colorata, per intenderci) che funge proprio da diaframma della nostra visione. L’iride è attraversato dalla pupilla che, a seconda della quantità di luce che l’attraversa, per una migliore visione, si allarga e si restringe a seconda della luce che vi è nell’ambiente. L’iride (nel nostro caso il diaframma) si allarga in condizione di scarsa luminosità e, viceversa, si restringe se la luce nell’ambiente è abbondante. Questo avviene per tutti noi ed in questo caso anche per gli obiettivi in quanto se cosi non fosse avremmo una visione sovraesposta o sottoesposta della scena che stiamo vedendo o fotografando. Il diaframma è sostanzialmente composto da lamelle (fig.2) che, tramite la funzione di gestione del nostro valore F, possiamo andare ad allargare o restringere. Questo ovviamente andrà a regolare la quantità di luce che attraversa l’obiettivo e che si andrà ad imprimere sul sensore facendo sì che la nostra immagine venga registrata dalla fotocamera. L’altro esempio, che potrete trovare su qualsiasi manuale di fotografia, è quello del cono di carta con un’apertura più larga e l’altra più stretta. Se noi volessimo riempire il cono con dell’acqua e lo volessimo fare dalla parte più larga ci metteremo meno tempo per riuscirci; inversamente, se volessimo farlo dalla parte più stretta. Questo vuol dire che il diaframma lavora sempre in abbinamento ai tempi di scatto, ovvero avremmo bisogno di più luce e quindi tempi più lunghi (1/2 sec, 1 sec. 5 sec.) se il diaframma dovesse essere più chiuso; viceversa, se invece dovessimo avere il diaframma molto aperto, la luce entrerà in quantità maggiore all’interno dell’obiettivo e quindi avremmo tempi di scatto più veloci (1/60, 1/125, 1/200 sec).

range-diaframma
Fig. 2 Valori Diaframma

Come si imposta il diaframma?

In base alle vostre reflex o mirrorless potreste avere una o due ghiere di settaggio, una per i tempi e l’altra per l’apertura del diaframma ma questa scissione potreste trovarla solo in fotocamere di livello superiore come Canon 5d mark III o Nikon D750 giusto per citarne alcune (Fig 3). Se, invece, siete possessori di una entry level, la ghiera sarà unica e potrete scorrere dal menù del vostro display per settare tempi, diaframma ed altro con le freccette presenti accanto al vostro display (Fig.4). Il menu del diaframma lo vedrete raffigurato sul display con la lettera F. E voi adesso sapete che potete stringere o allargare la circonferenza del diaframma. Vero???

Il numero che trovate accanto alla lettera F funziona esattamente al contrario, ovvero se setterete il valore su F1.8, non starete facendo altro che allargare la circonferenza del diaframma quindi permetterete all’obiettivo di accogliere molta luce, al contrario invece se lo setterete  ad esempio su F32 la circonferenza del diaframma si chiuderà quasi del tutto permettendo l’ingresso di luce in quantità decisamente inferiore. Per semplicità possiamo dire che funzionano esattamente nel modo opposto: valore alto (F32) = diaframma chiuso, valore basso (F1.8) = diaframma aperto.

Come funziona la lettera F? Con degli STOP. Ad esempio, se voi impostate il valore di F a 2.0 il valore successivo sarà 2.8 quindi sostanzialmente una continua moltiplicazione di 1.4 circa. Le moderne macchine garantiscono anche stop inferiori, cioè mezzo stop o 1/3 di stop.

Il diaframma va a modificare anche la profondità di campo quindi avendo un diaframma aperto a F1.8 potremmo isolare completamente il soggetto creando uno sfocato sul resto dell’immagine e regalando alla foto l’effetto “bokeh”, tra l’altro molto ricercato dai fotografi ritrattisti mentre, alzando il valore della nostra F, ad esempio F16, non solo a fuoco avrete il vostro soggetto ma anche la parte immediatamente davanti e quella posteriore al soggetto, aumentando la nitidezza dell’intera foto. (Fig.5)

dof1
Fig. 5 Profondità di campo

Sul diaframma abbiamo detto “quasi” tutto ma sicuramente da oggi avrete più controllo su questo settaggio fondamentale della vostra reflex… o mirrorless 😉

Nel prossimo post, parleremo di tempi di scatto e valori ISO…

A presto.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...