Sensibilità del sensore, ovvero ISO

 

In questo nuovo post parleremo della sensibilità ISO e, così come abbiamo fatto con il diaframma ed i tempi di scatto, proveremo a fare un esempio ricollegandolo sempre al nostro occhio così da rendere il tutto più comprensibile. Diciamo che a differenza dei due esempi fatti per i precedenti argomenti, dove risultavano più calzanti, questo è un po’ più forzato ma alla fine è il risultato che conta, no?! 😀

L’ISO sarebbe paragonabile, in un certo senso, al colore e, quindi, alla sensibilità del nostro occhio ovvero una persona come me che ha gli occhi scuri avrà una sensibilità minore rispetto a chi ha gli occhi più chiari.

E’ un esempio molto tirato eh, ma è giusto per farvi entrare un minimo nell’ottica, infatti l’ISO, concettualmente, è un’impostazione, anch’essa numerica come diaframma e tempi di scatto, che andrà a regolare la sensibilità che avrà il sensore quando verrà colpito dalla luce. Mi spiego meglio: come dicevo nei post precedenti, questi 3 valori lavorano sempre in abbinamento e quando vi parlavo di tempi di scatto, vi ho parlato della c.d. soglia di sicurezza e cioè il tempo limite per poter scattare a mano libera e non avere il mosso nell’immagine. Chiaramente il valore ISO, in condizioni di scarsa luminosità, ci viene incontro.

Piccolissimo cenno storico senza annoiarvi più di tanto… l’ISO, altresì chiamato ASA, quando si scattava in analogico, non era un valore che poteva essere settato direttamente in camera bensì veniva impostato tramite l’acquisto di un rullino piuttosto che un altro. Quando si acquistava un rullino, infatti, si sceglieva quale sensibilità avrebbe dovuto avere; ad esempio, se si scattava in interni con scarsa illuminazione, si usava un rullino da 800 ASA(ISO) in su così da permettere al fotografo di avere dei tempi brevi nel momento dello scatto. Con l’avvento del digitale, fortunatamente tutto questo è stato sensibilmente semplificato con l’impostazione presente in camera.

Più il numero ISO è basso, ad esempio 100 (in alcune macchine addirittura 50 o meno), più la sensibilità sarà bassa e quindi vuol dire che ci troveremo in una giornata molto luminosa; diversamente sarà se inizieremo a portare il valore ISO verso l’800 in quanto vorrà dire che stiamo scattando in condizioni di poca luminosità come ad esempio interni, fino a salire a valori come 3200-6400 o decisamente più alti (dipende dalla macchina che possedete) ove la sensibilità sarà messa a dura prova in quanto si sta scattando in condizione di luce pressoché nulla.

Il “problema” dell’ISO, se così vogliamo chiamarlo, è che crea il c.d. rumore digitale,  che in analogico veniva denominato disturbo, che a volte dava alle foto anche quell’effetto vintage, sopratutto per il bianco e nero, mentre per quanto riguarda il digitale è meno bello da vedere ma con un po’ di post produzione riusciamo a limitarlo.

Ora, come sempre, scatterò delle foto alla nostra modella ufficiale…indovinate chi è??? Ma Minnie naturalmente!! A questo giro manteniamo il valore del  diaframma  e dei tempi di scatto fissi e cioè F 2.8 e 1/60 sec. impostando il valore ISO a  800. (Fig. 1)

minnie
Fig. 1 Minnie ISO 800

Così facendo, la foto dovrebbe risultare correttamente bilanciata ed a fuoco.

Ora proviamo ancora a  mantenere immutati i valori di diaframma e tempo ad abbassare gli ISO ad un valore di 100. (Fig.2)

minnie_1
Fig. 2 Minnie ISO 100

Come vedete, foto risulta sottoesposta non raggiungendo gli stessi risultati.

Ora proviamo ad alzare il valore dell’ISO a 1600. (Fig. 3)

minnie_2
Fig. 3 Minnie ISO 1600

Come vedete, la foto adesso, risulterà sovraesposta.

Adesso vi faccio vedere qualcosa che poi andremo a trattare nel dettaglio nel prossimo post e cioè come i tre valori (ISO, diaframma e tempo), combinandosi, diano risultati simili. Riportiamo gli ISO ad un valore inferiore a quello della prima foto, correttamente esposta; impostiamo ad esempio un valore di 500, tenendo immutato il diaframma (F 2.8) ma aumentando il tempo di scatto (quindi quando tempo l’otturatore deve rimanere aperto) passando da 1/60 ad 1/40. (Fig. 4)

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Fig. 4 Minnie    ISO 500   f 2.8    1/40 sec.

Vedremo che la foto, in questo caso, sarà correttamente a fuoco e ben esposta.

Ultimo esempio per mostrarvi come interagiscono tra di loro i valori. Andiamo a impostare un valore alto di ISO, ad esempio 3200, ed invece di modificare i tempi che resteranno 1/40 andiamo a modificare questa volta il valore dell’apertura del diaframma e portiamolo a  F 7.1. (Fig. 5)

minnie_4
Fig. 5 Minnie      ISO 3200    f 7.1     1/40 sec.

Et voilà, la foto, risulterà ancora una volta, correttamente bilanciata ed a fuoco.

Un consiglio che voglio darvi è quello di non alzare troppo il valore ISO se non state fotografando in determinati ambiti in quanto, nonostante la post produzione, rumore elettronico risulterebbe comunque brutto da vedere. Iniziate a giocare un po’ con questi valori ed a scattare in condizioni diverse; la vostra familiarità aumenterà e sarete più pronti ad affrontare i prossimi argomenti.

Nel prossimo post, parleremo di come questi tre valori interagiscono e creano la corretta esposizione della scena che state fotografando.

Se il post vi è piaciuto, condividetelo, se avete qualche dubbio o qualche critica da fare, postatela qui in basso o sulla pagina FB.

A presto.

 

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