L’Esposimetro

In questo post andremo a vedere come fondere tra loro, i tre valori ampiamente descritti nei post precedenti (diaframma, tempo, ISO). A tal proposito voglio postarvi un’immagine che racchiude in maniera semplificata tutto quello che ci siamo detti fino ad ora…

Come si lavora in modalita manuale

Tornando all’argomento del giorno, per aiutarci a scattare le nostre immagini, le case costruttrici delle moderne reflex e mirrorless digitali hanno dotato quest’ultime di una sorta di “grafico”, che potrete notare dal display LCD della vostra macchina piuttosto che dall’oculare, disposto in maniera orizzontale con delle piccole linee verticali con al di sotto dei numeri che hanno alle estremità i valori del -2 e +2 e al centro lo 0. Bene, quello è l’ESPOSIMETRO. (Fig. 1)

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Fig. 1       Esposimetro

Qual è il compito dell’esposimetro? Quello di leggere la scena che state inquadrando e suggerirvi la “giusta” (non sempre risulta cosi, poi ne parleremo, procediamo per gradi) esposizione che di solito si ottiene quando il selettore triangolare al di sopra delle piccole linee verticali, si attesta sul valore 0.

Proviamo come sempre a fare degli esempi pratici così da rendere più semplice l’apprendimento del concetto. Impostiamo la nostra fotocamera sulla funzione manuale (M) e settiamo il valore ISO ad esempio a 1600 (nel mio caso scelgo questo valore in quanto scatterò delle foto in interno con scarsa luminosità), valore che sarà identico per tutti gli esempi di questo post. Successivamente dedichiamoci ai tempi, impostando ad esempio 1/60 con apertura F 5.6 e mettiamo a fuoco il soggetto. Anche oggi la nostra modella sarà la piccola Minnie 😀

Vedremo che l’esposimetro, durante la messa a fuoco (cioè quando premiamo a metà il tasto di scatto) ci indicherà all’interno dell’otturatore piuttosto che lo schermo lcd, che la scena inquadrata, con quelle impostazioni, potrebbe risultare sovraesposta facendo avanzare il triangolino sul valore +2. Scattiamo e notiamo che la fotocamera aveva letto bene la scena e la foto risulta sovraesposta. (Fig. 2)

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Fig. 2    Minnie sovraesposta

A questo punto, per  tentare di esporla correttamente ci sono due strade: la prima è quella che avendo scattato con tempi abbastanza  veloci  ed essendo ancora all’interno della c.d. soglia di sicurezza (entro 1/60 sec. a mano libera), proviamo a lasciare immutato il valore di diaframma (F) ed aumentiamo (velocizziamo) il tempo portandolo a 1/640. Mettiamo a fuoco e vedremo che questa volta, l’esposimetro ci indicherà un valore che si attesterà attorno al -2, quindi ci sta dicendo che la foto potrebbe risultare sottoesposta. Scattiamo ed anche questa volta ci aveva visto giusto, la foto risulta sottoesposta. (Fig. 3)

A questo punto, potremmo provare a variare l’altro valore che è quello del diaframma e provare ad aprirlo (diminuendo il valore) impostando come valore F 1.8 (vi ricordo che il valore del diaframma ragiona al contrario e cioè più è alto il valore più è chiuso il diaframma e viceversa).

A questo punto, avendo aperto il diaframma e permettendo all’obiettivo un maggior ingresso di luce, vedremo che dopo la messa a fuoco, l’esposimetro ci indicherà che il triangolino è esattamente al centro (sullo 0) e quindi la foto dovrebbe risultare correttamente esposta. (Fig.4)

Con questi esempi abbiamo dimostrato come i tre valori interagiscono tra di loro e come la corretta fusione porta all’esposizione corretta… o quasi. Questo perché la fotocamera fa una valutazione generale dell’esposizione ma se, ad esempio, ponete il vostro soggetto davanti ad una finestra aperta, la fotocamera vi dirà “qui c’è tanta luce”, con le impostazioni suggerite raggiungerete la “sua” corretta esposizione, scattate e zack…. la vostra foto risulterà in controluce, sovraesposta ecc ecc.

Per ovviare a questo problema, la vostra reflex e la maggior parte delle  mirrorless, mette a disposizione tre fondamentali funzioni per la lettura della corretta esposizione. Queste funzioni possono essere settate sempre attraverso il menu LCD della vostra fotocamera e sono: Misurazione Spot, Misurazione Ponderata o Parziale e Misurazione Valutativa o Matrix (Fig. 5).

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Fig. 5      Funzioni esposizione

La misurazione spot non è altro che la misurazione del singolo punto del soggetto che mettiamo a fuoco. Ad esempio, se siamo a teatro e sul palco dobbiamo fotografare un ballerina illuminata dalla luce con un sfondo completamente nero, questa impostazione ci aiuterà a leggere bene l’esposizione in quanto valuterà solo il punto messo a fuoco (in questo caso la ballerina), ed il resto lo terrà scuro come richiede la scena.

La misurazione Ponderata o Parziale in sostanza lavora un po’ come quella spot, solo che  non misura solo il punto di messa a fuoco ma anche l’area circostante al punto… diciamo di un 40-50% in più.

La misurazione Valutativa o Matrix invece lavora su una valutazione generale, facendo una media dell’illuminazione presente nell’intera scena da ritrarre… molto adatta ad esempio per le foto paesaggistiche.

Come potrete notare dalla fig. 5 postata qui sopra, c’è anche una quarta opzione ed è la Misurazione media pesata al centro. Questa opzione, non presente su tutte le reflex, permette alla fotocamera di tenere in maggiore considerazione l’area centrale del mirino, impostando la misurazione al centro e poi calcolando un valore medio in base all’intera scena.

Per quanto riguarda l’esposimetro abbiamo concluso, la giusta infarinatura c’è, adesso provate a scattare ed allenarvi.

Nella prossima puntata con l’istogramma, ciò che rappresenta per un fotografo e quanto utile sia nell’immediato.

Se vi è piaciuto il post, condividetelo… se ci sono commenti o critiche, aggiungetele qui in basso.

A presto.

 

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