Uso del flash a slitta

Oggi parleremo di un argomento un pochettino più complesso, ovvero l’uso del flash a slitta (esterno). Perché ci limitiamo a parlare di un flash esterno tralasciando quello che di solito è in dotazione a quasi tutte le reflex di medio-basso livello? Semplicemente perché ritengo che l’uso di quel tipo di flash (incorporato) non sia sufficiente se si vogliono raggiungere dei risultati discreti. Va da sé che alcuni dei concetti che andremo a sviscerare di seguito, saranno applicabili anche per chi non ha ancora deciso di acquistarne uno ed utilizza solo quello incorporato. (Fig. 1)

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Fig. 1      Flash a slitta Nikon

Partiamo dal c.d. numero guida (la cui sigla è NG); l’NG è un valore che indica il rapporto tra la distanza flash-soggetto e l’apertura del diaframma che si sta utilizzando. Viene calcolato supponendo di scattare ad una sensibilità ISO pari a 100 e con una focale di 50mm. E’ un parametro che serve sostanzialmente anche a confrontare i diversi flash presenti sul mercato. Per quanto riguarda i marchi come Canon o Nikon, il numero guida si può già intuire dalla sigla del flash; ad esempio il Canon 580X ha come numero guida 58.

Tralasciamo la parte teorica, perché risulterebbe come sempre troppo noiosa e tecnica e passiamo al sodo…

All’interno dei nostri flash esterno è dotato della parabola motorizzata. Cos’è ed a cosa serve?

E’ un meccanismo che premette di variare la posizione dell’elemento riflettente all’interno del nostro flash il quale, ruotando, ci permette di indirizzare la luce a diverse angolature, a seconda delle esigenze. Se il flash è collegato direttamente alla nostra fotocamera mediante apposito alloggio sopra il pentaprisma (Fig. 2), settato in modalità E-TTL, utilizzerà il sensore in dotazione per riconoscere in automatico la distanza dal soggetto da ritrarre, modificandone l’ampiezza della parabola della luce. Di solito il range di zoom va da 24mm a 105mm; questo parametro può esser utilizzato anche in manuale, schiacciando il tasto ZOOM presente sul retro del flash. (Fig.3)

Passiamo al Sincro Flash. Per parlare di questo argomento non possiamo fare a meno di ritornare all’argomento dell’otturatore. Molto semplicemente, quando scegliamo un tempo di esposizione, ad esempio 1/60 sec. e scattiamo si apre la prima tendina dell’otturatore e dopo 1/60 di sec., la seconda tendina si chiude. Questo piccolissimo lasso di tempo, scelto dal fotografo, permetterà alla luce di impressionare il sensore. Più la velocità è alta, più l’intervallo di tempo di “rincorsa” delle due tendine si riduce, tanto che che per tempi di scatto molto rapidi (1/2000 sec), il sensore viene impressionato a pezzi.

Cosa succede quando si usa il flash a queste velocità? Succede questo… (Fig. 4)

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Fig. 4     Flash con tempi troppo veloci

Ciò avviene a causa di un limite fisico del flash che può illuminare completamente la scena solo quando la prima tendina è completamente su e la seconda tendina non ha iniziato ancora la rincorsa per chiudere l’otturatore. Se non gli si dà questa opportunità la foto che scatterete sarà come quella mostrata sopra. Quella banda nera non è altro che la seconda tendina che si sta chiudendo e che quindi va ad oscurare parte dell’immagine.

Ora, dipende molto dalle fotocamere che utilizzate e dall’elettromeccanica dell’otturatore, ma in genere, il flash non conviene mai usarlo al di sopra di 1/250 sec.

I flash esterni possono essere impostati anche in modalità manuale permettendovi di decidere addirittura la potenza del lampo di luce; ade esempio, il frazionato 1:1 sta ad indicare l’utilizzo del flash alla massima potenza mentre 1/128 vuol dire che il lampo del flash sarà molto debole.

Qualche consiglio d’utilizzo… orientabilità e rimbalzo.

Quasi tutti i flash in commercio danno la possibilità al fotografo di orientare il lampo di luce. Questo perché? Perché è buona regola, quando si può, non orientare il lampo di luce direttamente sul soggetto per evitare di creare quella luce molto dura, netta che non dà un effetto molto piacevole.

Come possiamo evitare certi errori? Utilizzando il rimbalzo della luce.

Quando, ad esempio, stiamo fotografando un soggetto, conviene sempre orientare il flash verso il soffitto o una parete laterale cosicché da creare una sorta di mantello di luce che non restituisce ombre nette, dando cosi anche un po’ di tridimensionalità.

Fate molta attenzione a dove far rimbalzare la luce in quanto questa assimilerà il colore della superficie su cui sta rimbalzando.

Come ovviare a questi piccoli inconvenienti? Utilizzando ad esempio il cartoncino che è presente all’interno del nostro flash che permetterà alla luce di rimbalzare senza acquisire alcuna dominante cromatica.

Esistono anche altri metodi, come ad esempio i diffusori ed i softbox da applicare ai flash  che vi permetteranno di gestire al meglio la luce del flash. (Fig. 5)

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Fig. 5      Diffusori e Softbox

Un uso creativo del flash è quello di applicarci delle gelatine colorate  o softbox colorati che vi restituiranno temperature colore decisamente interessanti. Come vedete l’argomento è vastissimo ma queste basi vi permetteranno di sperimentare e trovare un vostro stile. (Fig. 6)

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Fig. 6        Gelatine colorate

Per l’uso del flash a slitta è tutto; se vi è piaciuto il post cliccate mi piace e condividetelo, se avete dubbi o volete avanzare critiche, fatelo in basso.

A presto

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