Stili fotografici: La paesaggistica

Oggi iniziamo una nuova rubrica, sicuramente più pratica del corso di fotografia digitale, che è ancora in corso, ma che per il momento tralasciamo un pò in quanto ritengo che le vostre basi siano già buone per cominciare a scattare foto interessati. E’ ora di scendere in campo…

Per ottenere buone foto, dovrete essere al posto giusto, nel momento giusto ed avere una buona dose di fortuna, oltre che di tecnica. Il consiglio che posso darvi è quello di pianificare l’ uscita fotografica, in questo modo potrete calcolare la maggior parte d’imprevisti che vi possono capitare ed avere la giusta alternativa. Procuratevi una cartina topografica dettagliata della zona che volete esplorare o affidatevi semplicemente a google maps e ricercate tutti i punti d’ interesse, notando dove sono localizzate le colline e gli avvallamenti e come sono orientati rispetto al sole. Ad esempio, un buon sito web da consultare per capire gli orari di alba e tramonto, di posizione del sole e della luna ad un determinato momento della giornata e molto altro, è sicuramente questo: http://www.photoephemeris.com; consultabile gratuitamente sul web od a pagamento tramite app presenti su App Store (Apple) o Play Store (android).
Per fare buone foto paesaggistiche di spazi aperti, occorre impostare bene la macchina, e utilizzare le giuste attrezzature.

Ora vediamo come migliorare la configurazione della nostra reflex.

Ci sono infiniti modi per configurare la fotocamera per foto paesaggistiche, ma tutti iniziano da queste piccole regole:

  1. Utilizzare il formato file RAW. I RAW contengono tutti i dati registrati dal sensore senza elaborazioni da parte della Reflex. Permettono così un maggiore controllo d’elaborazione con una maggiore qualità e più flessibilità in condizioni di luce critiche.
  2. Se vuoi ottenere foto perfette, userai certamente un treppiedi e se la macchina è su un treppiedi, non ti servirà usare una sensibilità alta ISO con relativa produzione di rumore digitale. Per ottenere scatti il più possibile nitidi e puliti, usate la sensibilità minima disponibile, in genere 100 Iso.
  3. Per ottenere la massima nitidezza possibile dai soggetti più vicini fino all’ infinito, devi usare un’ apertura di diaframma piccola, circa f/11 o f/16. Imposta quindi la modalità Av ( priorità del diaframma) e usa un treppiedi per evitare il mosso oppure se siete già abbastanza pratici, anche la modalità M (manuale); quest’ultima vi permetterà di controllare anche i tempi di scatto cosi da potervi misurare anche con pose con tempi lunghi.

Sfruttate anche la c.d. “Ora Blu”, meno conosciuta rispetto alla cugina Golden Hour (Ora d’Oro), ed anche se non si ottengono gli stessi encomi, non significa che non sia un bellissimo momento della giornata per ottenere delle belle foto di paesaggi. L’Ora Blu, che si verifica prima dell’alba e dopo il tramonto, è ricca di una profonda luce bluastra, che dà ai paesaggi ogni tipo di mood senza quelle ombre dure e contrasti che si trovano spesso in situazioni di illuminazione diurna. Inoltre, la prevalenza di tonalità blu fa risaltare molto di più nel cielo le tonalità di aranci, rosa, viola e gialli.

Se avete deciso di scattare prima dell’alba o dopo il tramonto, seguendo l’ultimo consiglio, tenete conto che a causa della relativa mancanza di luce disponibile nell’Ora Blu, sarà necessario estendere la velocità dell’otturatore per ottenere abbastanza luce e un’immagine ben esposta. In genere, una velocità di 1-5 secondi sono sufficienti, anche se questo potrà richiedere un po’ di sperimentazione da parte tua per determinare la precisa velocità di scatto, necessaria per il vostro particolare paesaggio. Per questo motivo, a mio avviso, conviene di utilizzare la macchina in modalità M (manuale) cosi da aver la completa gestione dei vari fattori determinanti per la riuscita di una buona foto.

Va da sé che se state usando tempi di posa lunghi, perché avete deciso di sfruttare un momento della giornata scarsamente illuminato, sarà necessario assicurarsi che la fotocamera sia stabile per evitare le vibrazioni. Come detto al punto 2, usa un treppiede, o per lo meno, un beanbag, un tronco d’albero, o una roccia, che dia alla tua fotocamera una base solida. Investite su un pulsante di scatto remoto, se non ce l’avete già, in modo da poter attivare l’otturatore senza toccare la fotocamera, oppure usate il timer incorporato in modo che qualsiasi vibrazione dovuta alla pressione di pulsanti della fotocamera abbia il tempo per dissiparsi prima dello scatto.
Se utilizzate un treppiede assicurati che il terreno su cui è posizionato sia in grado di sostenere il peso della fotocamera. Ad esempio, se vi capita di girare una scena in spiaggia come quella sopra, spingete le gambe del treppiede nella sabbia in modo che non affondi durante gli scatti. Se il treppiede ha un gancio centrale, appendete la vostra borsa fotografica o lo zaino ad esso per dare più peso al treppiede, favorendo la sua stabilità.

Dato che “l’Ora Blu” si verifica, come abbiamo appena detto, nelle prime ore del mattino e nei momenti di luce calante alla fine della giornata, la scena che si sta fotografando sarà in parte scura. Certo, è possibile regolare le impostazioni dell’esposizione per schiarire l’immagine, ma vi consiglio di stare attenti a non esagerare per non fare in modo che l’immagine assuma un aspetto falso ed elaborato. Inoltre, i toni blu scuro prevalenti durante l’Ora Blu, sono una splendida base su cui mettere in evidenza il tuo soggetto ed elementi di supporto.
Un trucco per massimizzare l’aspetto dell’Ora Blu è quello di includere forti aree di interesse visivo. Gli edifici, i ponti e le luci sono alcuni degli elementi che ci vengono subito in mente come soggetto ideale, perché aggiungono forma e dimensione ad una scena relativamente scura, mentre le luci aggiungono un po’ di luminosità e dettagli.
Pertanto, se volete provare a dare un nuovo look alle vostre foto di paesaggio, semplicemente mettete la testa fuori di casa molto presto, prima dell’alba o attendete fuori dopo che il sole sia tramontato e cercate quella splendida e profonda illuminazione dell’Ora Blu. Ricordatevi, inoltre, di posizionare la vostra fotocamera su una base stabile, di provare la modalità manuale ed assicurarvi di includere molto interesse visivo nella vostra ripresa. (Fig. 1)

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Passiamo alla messa a fuoco in ambito paesaggistico.

Prima regola: Quando si scatta un ritratto, si sa esattamente dove mettere a fuoco – ovviamente sugli occhi del soggetto (parleremo poi del capitolo ritratto). Ma quando si tratta di fotografia di paesaggio, le cose non sono così semplici.
Solitamente amiamo i paesaggi per via della loro magnificenza e anche perché ci sono così tante cose da guardare in un singolo fotogramma. Ed è proprio questo ciò che rende un po’ più difficile la messa a fuoco – spesso non c’è un unico soggetto solitario, quindi dove mettere a fuoco?
Se volete, potete utilizzare questi tre semplici suggerimenti per rendere la messa a fuoco di paesaggi meno misteriosa e più di successo.
Come già accennato nei posti precedenti, nella maggior parte dei casi, userai una lente grandangolare per scattare foto di paesaggi, per cui, avrai già una buona parte del primo piano nel frame e, per fare in modo che sia così prominente nella foto, è essenziale che il primo piano sia bello e nitido. Naturalmente, avere nitido anche il punto intermedio che si trova tra il primo piano e lo sfondo, così da avere una buona profondità di campo, è essenziale.
Tuttavia, invece di piazzare il punto focale a metà della scena, spostati verso il basso in un punto a circa un terzo dalla parte inferiore dell’inquadratura. In questo modo ottimizzerai la profondità di campo di un obiettivo grandangolare, ottenendo un’immagine nitida sia da vicino che da lontano, proprio come dovrebbe essere.
In questo modo, la profondità di campo sarà stata massimizzata in modo che tutti gli elementi del paesaggio siano nitidi e chiaramente a fuoco.

Seconda regola: Spesso siamo tentati di mettere a fuoco sull’infinito. Questa abitudine non è sbagliata, soprattutto quando, ad esempio, si fotografano elementi lontani come montagne. Infatti, finché l’elemento più vicino della scena è a più di una decina di metri di distanza, il fuoco all’infinito dovrebbe funzionare bene.
Ma se ci sono elementi in primo piano più vicini a te, la messa a fuoco all’infinito potrebbe sfocarli, e chiaramente non è l’ideale. Per ovviare a questo, è possibile usare metodi più complessi come la determinazione della distanza iperfocale, che ti dice quanto vicino è possibile stabilire il punto focale, mantenendo tutto nitido nello sfondo. Tuttavia, quando le nuvole si muovono rapidamente e cambiano i colori, il metodo più veloce è quello di impostare la messa a fuoco all’infinito, poi toglierla ruotando la lente di circa 5-10 gradi. Questa operazione non è del tutto precisa, ma in questo modo si dovrebbero portare gli elementi del primo piano a fuoco mantenendo la nitidezza anche su tutto il resto dell’immagine.

La terza più che regola è un consiglio creativo che servirà anche a sviluppare la vostra curiosità è cioè l’uso del focus staking. Anche se la tecnica del focus stacking potrebbe spaventare, è davvero molto semplice. In sostanza, si eseguono una serie di scatti della stessa inquadratura, ognuno su un piano di messa a fuoco diverso in sequenza. Poi, si uniscono le immagini in post-produzione per creare una singola immagine nitida dal primo piano allo sfondo.
Tutto quello che devi fare è inquadrare lo scatto desiderato e impostare la fotocamera ad un’apertura che sfrutta il punto ideale della lente – ossia, l’apertura in cui è più nitido. Naturalmente, il punto ideale varia da obiettivo ad obiettivo, ma una cosa resta costante – non è mai l’impostazione della lente più ampia o più stretta, ma una via di mezzo, come f/8. Quindi, scatta un’immagine con la messa a fuoco vicino a te, ad un terzo dalla parte inferiore del frame. Poi, fai un altro paio di scatti, uno con il fuoco su un punto intermedio e un’altro ad un terzo partendo dalla parte superiore del frame. Infine, usa un programma di post-produzione come Photoshop o Lightroom per fondere insieme le immagini.
Da notare che questo metodo non funziona se ci sono soggetti in movimento nel frame, o se ci sono anche lievi variazioni nella composizione dovuti ai movimenti della rotazione dell’anello di messa a fuoco tra ogni scatto. Ad ogni modo, per ottenere immagini di alta qualità con tutta la scena nitida, potete usare sia il focus stacking che il fuoco dall’infinito, usando la regola dei terzi. Qualunque sia il metodo utilizzato, ci si aspetta che le vostre immagini abbiano il miglior range di nitidezza, come risultato di sforzi per ottenere una messa a fuoco migliore. (Fig. 2)

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Fig. 2

Ricordatevi che ogni scatto di paesaggio deve avere una dominante e il cielo può diventare facilmente una di questa. Tuttavia, non dovreste mai usare un cielo piatto come dominante della tua foto. Se vi capita questo caso, cercate di dare più importanza al primo piano dell’immagine.

Per dare quel tocco artistico al tuo scatto, includi i riflessi d’acqua nelle tue immagini. E’ un ottimo modo per renderli più ampi, più profondi e più impressionanti. (Fig. 3)

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Fig. 3

Il tuo compito come il fotografo è quello di far vivere all’osservatore l’atmosfera del momento esatto in cui lo catturi. Questo è il motivo per cui dovreste includere un soggetto in movimento nel vostro scatto. Può essere qualsiasi cosa, dall’acqua che si infrange sugli scogli, ai rami degli alberi che oscillano col vento, agli aerei. (Fig. 4)

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Fig. 4

Altro particolare da ricercare quando siete alla ricerca di una paesaggio da impressionare e l’aggiunta di linee, meglio se sono diagonali, perché vi aiuterà a dare più profondità e scala. Inoltre, le linee in una fotografia di solito attirano l’osservatore facendogli guardare lo scatto più a lungo o portandolo sul punto di interesse della foto. (Fig. 5)

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Fig. 5

Il cattivo tempo nelle foto di paesaggio non esiste. Provate a scattare sotto la pioggia, la neve o quando c’è nebbia e vedrete che sarete voi i vincitori.

La madre dei consigli: Quando sarete pratici ed appassionati di fotografia e post produzione, la tendenza sarà quella di sfruttare al massimo le potenzialità dei software di elaborazione come ad esempio Photoshop o Lightroom ma siccome la natura è bella di per sé, non è necessario renderla innaturale riempiendola di effetti con Photoshop perché questo potrebbe far fuggire gli osservatori. Godetevi il mondo così com’è. Sentitevi ispirati.

Provate ad seguire queste impressionanti tecniche per scattare foto distintive e vedrete che il paesaggio diventerà il vostro stile dominante.

Con la paesaggistica è tutto, se vi è piaciuto il post, cliccate mi piace e condividetelo, se avete dubbi o critiche da avanzare o semplicemente richieste di argomenti da trattare, fatelo in basso o nella posta privata della pagina FB “guido pagliuca photography”.

A presto

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