Stili fotografici – Foto notturna

Le foto di sera hanno sempre il loro fascino. Le luci che si stagliano sull’oscurità, le forme che mutano e si trasformano… Tutto questo ha un indubbio fascino agli occhi del fotografo. Io adoro aspettare quei momenti che seguono il tramonto e resto anche delle ore a fotografare in notturna, catturando quei paesaggi che, magari, con la luce diurna non mi affascinano allo stesso modo.

Ammetto che non è facile fare foto di sera, bisogna avere una buona preparazione di base affinché le foto in notturna abbiano una buona resa e non tutto ciò che è buio e illuminato è fotogenico. Scegliere il paesaggio giusto, l’edificio giusto e il momento migliore per effettuare lo scatto è fondamentale per la riuscita finale dell’immagine. Spesso occorre aspettare diverse ore, proprio come faccio: la pazienza è la virtù del fotografo ma l’attesa viene sempre, o quasi, ricompensata.

In città, al mare, in montagna e in viaggio sono tantissimi gli spunti che si presentano a un fotografo che voglia immortalare tra i suoi scatti la magia della sera e della notte, quando la luce diventa la miglior alleata proprio sottraendosi e stendendo un velo di oscurità. (Fig. 1)

golfo-di-napoli

Le fotografie ai monumenti in notturna sono tra quelle che mi regalano maggiori soddisfazioni. Ormai, infatti, i maggiori monumenti del nostro Paese sono stati illuminati in base a precisi progetti che ne esaltano le forme e le linee e così, i palazzi, le statue e i simboli delle città anche di notte ci regalano splendide occasioni di scatto.

Quando vi cimentate in questo tipo di fotografia, ciò che vi deve premere maggiormente è valorizzare il contrasto tra le luci e le ombre, per questo motivo evitate accuratamente l’uso del flash, così come succede di regola quando effettuate una qualsiasi sessione di scatto in notturna. Il motivo per la quale vi consiglio di tenere sempre il flash ben chiuso nella borsa quando scattate in notturna, soprattutto un monumento o un edificio, risiede proprio nella scelta di immortalare quel determinato soggetto in condizioni di scarsa luminosità. Se lo impiegassimo, infatti, sparirebbe il gioco di ombre e di luci soffuse che caratterizza gli scatti serali e non ci sarebbe più la magia che questi creano.

Come si fotografano i monumenti nelle ore serali?

Prima di tutto è necessario capire cosa si vuole ottenere, se l’esaltazione di un dettaglio o una visione d’insieme: nel primo caso è bene equipaggiarsi con un obiettivo con apertura molto ampia, possibilmente a ottica fissa, o almeno con un’apertura di diaframma f/2.8, che garantisce, cioè, il passaggio di una quantità di luce abbondante. Nel caso in cui, invece, si voglia riprendere il monumento nella sua interezza si ottiene un buon risultato anche con obiettivi meno luminosi, perché si ha l’influenza dell’impianto di illuminazione solitamente presente intorno al monumento che agevola le condizioni di ripresa in campo largo nelle foto di sera.

Il segreto per ottenere un buon risultato quando si fotografa un monumento nelle ore serali è trovare l’angolazione giusta di scatto: la chiave per un’immagine suggestiva, che non evochi le (pur belle) foto da cartolina è proprio quello. Il rischio è quello di realizzare uno scatto tecnicamente riuscito ma banale e scontato: io personalmente preferisco osare qualcosa e rischiare di perdere uno scatto e qualche minuto di lavoro piuttosto che fotografare quello che fotografano tutti dall’angolazione che utilizzano tutti, che non per forza è la migliore ma, molto spesso, è semplicemente la più facile da realizzare.

Se individuate l’angolazione giusta per compiere lo scatto effettuate diversi tentativi variando i valori di apertura di diaframma, giocate con la vostra macchina e se vedete che vi state spingendo troppo oltre per i suoi limiti provate a utilizzare la compensazione dell’esposizione e regolate manualmente i valori secondo i parametri che reputate più idonei per ottenere lo scatto che desiderate.

Altro importante valore da calcolare è il tempo di scatto, da calcolare in base al valore di apertura: il mio consiglio è quello di far attenzione a non usare tempi di scatti eccessivamente lenti quando si scatta sui monumenti e il motivo è presto spiegato. Più aumenta il tempo di apertura e maggiore è la quantità di luce che colpisce il sensore: la fotografia apparirà sempre più luminosa all’aumentare del tempo e si rischia di perdere i contrasti luce/ombra tipici dei monumenti, soprattutto quando si riprendono i dettagli. Se, invece, il desiderio è quello del campo largo allora il discorso cambia e anche i tempi lunghi possono avere il loro fascino, purché si abbia un treppiede. Se quando esco per fare foto di sera il flash potrei anche non portarlo con me, il cavalletto nella mia borsa è obbligatorio che ci sia. Per le riprese in campo largo, infatti, i tempi di esposizione più lunghi permettono di fare una visione di insieme con un’illuminazione particolare, regalando sfumature di colore e dettagli che andrebbero altrimenti perduti.

Se proprio ti accorgi che la fotografia non esce, allora agisci sul bilanciamento del bianco: in realtà questa operazione andrebbe effettuata prima di ogni scatto per essere precisi, soprattutto bisognerebbe operare in manuale per garantirsi un risultato all’altezza delle proprie aspettative. (Fig. 2)

tropea

Qualunque sia il soggetto, fotografare di notte presenta una serie di sfide. Prima fra queste è ottenere la giusta messa a fuoco in modo da avere un’immagine finale nitida.

Quando scattate durante il giorno, il mirino è il mezzo giusto per essere sicuri. Ma di notte, è difficile vedere tutti i dettagli necessari attraverso il mirino, quindi, di notte usate la modalità Live View (se la vostra macchina ne è munita) in modo da avere maggiore spazio per vedere i dettagli che state tentando di fotografare. Cercate l’area più luminosa della scena, usa la funzione zoom con l’anteprima in diretta per ingrandire quell’oggetto. Usate qualsiasi oggetto – una stella, un lampione o il tuo amico faretto posizionato in lontananza – come punto focale e, dato che potrete vedere più facilmente nel Live View, potrete garantire che l’intera foto sia a fuoco.

Se la scena è molto buia e non ci sono oggetti luminosi su cui mettere a fuoco, usate una torcia luminosa per illuminare la scena. Questo permette di selezionare una zona di messa a fuoco, come ad esempio un oggetto in primo piano, per garantire una foto nitida. Potreste anche piazzare la tua torcia da qualche parte nel campo visivo della fotocamera rivolta verso di te che fungerà come punto focale luminoso, poi spegnete la torcia, regolate le impostazioni dell’esposizione della fotocamera e scattate la foto.

La messa a fuoco automatica è ottima, e ogni volta che esce fuori una nuova fotocamera, il potere della messa a fuoco automatica sembra sia notevolmente migliorata.

Tuttavia, anche i sistemi di autofocus più avanzati, oggi, faticano ancora a trovare un punto di riferimento su cui mettere a fuoco di notte. Di conseguenza, con la messa a fuoco manuale otterrete risultati migliori.

Avere un’area della foto più luminosa, come accennavamo sopra, serve come una guida, quindi usa l’anello per il fuoco manuale per regolare la messa a fuoco fino a quando il punto focale non risulta abbastanza nitido. Potrebbe essere necessario regolare la messa a fuoco in avanti e indietro più volte per individuare una messa a fuoco nitida, ma ancora una volta, questo processo è reso più facile utilizzando il Live View.

Forse il trucco più semplice da usare, per ottenere foto notturne nitide è quello di mettere a fuoco su infinito. In molti casi, questo vi porterà relativamente vicino al punto più nitido della messa a fuoco ed è un buon punto di partenza per ottenere foto più nitide. Ad esempio, quando riprendi un cielo stellato, mettere a fuoco su infinito ti porterà dei buoni risultati.

C’è, però, un’osservazione da fare sull’uso di questa tecnica: la messa a fuoco nitida di solito è un po’ prima di infinito. Di conseguenza, vai direttamente su infinito e poi selezioni di nuovo la messa a fuoco, giusto un po’. Quest’ultima micro-regolazione del fuoco ti farà sicuramente ottenere risultati belli e nitidi.

Questa tecnica è sicuramente un buon trucco da usare se la tua fotocamera non è dotata del Live View. Non sarà perfetta ed i risultati probabilmente non saranno nitidissimi come quelli che si possono ottenere con Live View, ma di sicuro le foto saranno ancora più a fuoco di quanto se si inquadra e scatta semplicemente con l’autofocus.

Come avete visto, la messa a fuoco notturna è davvero molto semplice. Quindi, state lontani dalla messa a fuoco automatica ed usate il Live View o provate il fuoco su infinito, perché è molto probabile che troviate le immagini risultanti con un maggior grado di nitidezza!

Un altro soggetto “tecnologico” delle nostre foto notturne, legato ai tempi moderni, sono le scie di luce.

I mezzi di trasporto in movimento di sera e di notte hanno sempre qualche fanale acceso. Con le giuste impostazioni della macchina fotografica, possiamo tramutare ogni fonte di luce in movimento in una scia luminosa che attraversa la nostra inquadratura.

Opportunamente inserite nelle nostre composizioni, le scie di luce producono effetti quasi poetici. Quando si inquadrano strade trafficate, magari all’interno di città, le luci di molteplici veicoli si combinano creando spettacolari fasci multicolore.

Consigli in pillole:

  • l’ISO va impostata al minimo, per ridurre il più possibile il rumore, che sarebbe molto visibile nelle zone scure della foto;
  • il modo di scatto da scegliere è possibilmente quello manuale, se questo non è disponibile o non abbiamo ancora imparato ad usarlo, scegliamo il modo di scatto a priorità di tempi;
  • molti consigliano di usare un valore basso per l’apertura, questo riduce la profondità di campo, però può essere necessario per mantenere il tempo di esposizione entro soglie accettabili;
  • assolutamente consigliato il formato RAW, in maniera da facilitare la correzione del bilanciamento del bianco e la riduzione del rumore;
  • va abilitato lo scatto ritardato o con comando a distanza;
  • nei casi in cui la messa a fuoco automatica fallisce a causa dell’assenza di fonti di luce, è necessario usare la messa a fuoco manuale;
  • la misurazione dell’esposizione matrix potrebbe andare bene, ma sarebbe meglio una misurazione parziale che consideri un’area dell’inquadratura maggiore della misurazione spot.

Quando inizierete a giocare con i tempi di esposizione, vi accorgerete che non è possibile andare oltre un certo valore per il tempo di esposizione, solitamente 30 secondi. Superatolo, in molte fotocamere si attiva la modalità “Bulb”. (Fig. 3)

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In questa modalità una pressione del pulsante di scatto, sulla macchina o su un comando remoto, comporta l’apertura dell’otturatore. Un’altra pressione del pulsante chiuderà l’otturatore. Durante tutto il tempo in cui questo rimarrà aperto, il sensore continuerà a catturare luce.

Con queste nozioni, potete già provare a fare qualche esperimento. È importante procedere in maniera scientifica, non a caso, e ricordarsi quali combinazioni di impostazioni hanno prodotto gli scatti migliori.

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A presto

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